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Lunedì 23 Gennaio 2012 17:13 |
La delegazione è composta da Fausto SORINI, membro della segreteria e della Direzione nazionale, responsabile del dipartimento esteri, e Maurizio MUSOLINO, membro della Direzione nazionale e coordinatore del dpt esteri.
La crisi economica del sistema capitalistico segna la fine di un lungo ciclo speculativo di accumulazione finanziaria. Una crisi che, però, non colpisce tutti i paesi allo stesso modo. Anzi, la crisi americana, europea e giapponese non impedisce tassi di crescita spettacolari in altre regioni del mondo.
Il dominio unipolare degli Stati Uniti è messo pesantemente in discussione. Un nuovo multipolarismo torna a manifestarsi nelle relazioni internazionali.
Il capitalismo non si è affermato come modello definitivo. L’ideologia del mercato neoliberista, dopo trent’anni di egemonia incontrastata, smette di essere senso comune.
La reazione del capitalismo globale è feroce. La speranza di emancipazione di larghissime moltitudini nel mondo è sequestrata dall’imperialismo; da guerre, povertà, violenze, misure antipopolaridi massacro sociale, come sta accadendo con le politiche di Ue e BCE.
Ma questa reazione non può impedire che in vaste regioni, in enormi Paesi, si sperimentino nuove e inedite forme di sviluppo economico e sociale. E le sinistre, le forze progressiste e i comunisti sono protagonisti della trasformazione in quei Paesi che stanno disegnando i nuovi equilibri del mondo. Un fenomeno enorme ed epocale, che dà un senso alla nostra resistenza politica nazionale e continentale e che ci consegna il compito storico di tenere in vita l’idea della trasformazione e del socialismo.
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Venerdì 20 Gennaio 2012 17:00 |
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Dopo il Congresso Nazionale (Rimini, 28-30 Ottobre 2011), Vi comunichiamo la nuova struttura di direzione politica ed esecutiva del Dipartimento Esteri del Partito dei Comunisti Italiani:
Fausto Sorini responsabile del Dipartimento; membro della Segreteria e della Direzione Nazionale del Partito.
Maurizio Musolino coordinatore del Dipartimento, con delega al Medio Oriente e Mediterraneo ed ai rapporti con movimenti ed associazioni italiane; membro della Direzione Nazionale del Partito.
Francesco Maringiò relazioni internazionali, centro studi e politica estera dell'Italia, con delega all'Asia e all'Africa; membro della Direzione Nazionale del Partito.
Stefano Fedeli (residente a Cuba) cooperazione, con delega all'America Latina; membro della Direzione Nazionale del Partito
Luigi Marino con delega alla Russia ed ai paesi dell'area ex sovietica; membro della Direzione Nazionale del Partito.
Vi ricordiamo inoltre che i nostri recapiti sono:
00198 Roma, Corso d'Italia 19 Tel: +39 06686271 Fax: +39 0668627230 Email:
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www.comunisti-italiani.it - www.oltre-confine.it
Cordiali saluti Dipartimento Esteri Pdci |
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Martedì 17 Gennaio 2012 22:05 |
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Un appello contro i preparativi della guerra all'Iran e alla Siria
Sempre più concrete e minacciose si fanno le probabilità che la macchina di morte che ha infierito sulla Jugoslavia, sull'Afghanistan e sull'Iraq e che ha appena finito di devastare la Libia si scagli contro altri paesi sovrani. Paesi riottosi ad allinearsi ai persistenti progetti di Nuovo Ordine Mondiale ma la cui sottomissione è decisiva per rilanciare il dominio geopolitico degli Usa e della Nato in Asia e nel mondo intero. Laprofonda crisi economica ma anche di consenso sociale che sta attraversando l'Occidente - e la necessità di impedire ad ogni costo un riaggiustamento degli equilibri planetari a favore di nuove forze emergenti - rende ancora più imminente questo pericolo.
La guerra psicologica, multimediale e ideologica è in effetti già cominciata e ha già messo in campo le armi della disinformazione e della criminalizzazione dell'avversario ma ha anche già proiettato sul terreno i primi corpi d'elite. Questo appello, che invitiamo a sottoscrivere, è stato originariamente lanciato ai primi di gennaio in Germania, paese nel quale ha raccolto l'adesione di 5 parlamentari nazionali. Il testo è stato pubblicato e diffuso in molte lingue. Sul blog Freundschaft mit Valjevo e.V. la versione originale e le diverse traduzioni [DL].
Fermare i preparativi di guerra! Mettere fine all’embargo!Solidarietà con il popolo iraniano e siriano! Decine di migliaia di morti, una popolazione traumatizzata, un’infrastruttura largamente distrutta e uno Stato disintegrato: questo il risultato della guerra condotta dagli Usa e dalla Nato per poter saccheggiare la ricchezza della Libia e ricolonizzare questo paese. Ora preparano apertamente la guerra contro l’Iran e la Siria, due paesi strategicamente importanti e ricchi di materie prime che perseguono una politica indipendente, senza sottomettersi al loro diktat. Un attacco della Nato contro la Siria o l’Iran potrebbe provocare un diretto confronto con la Russia e la Cina – con conseguenze inimmaginabili.Con continue minacce di guerra, con lo schieramento di forze militari ai confini dell’Iran e della Siria, nonché con azioni terroristiche e di sabotaggio da parte di “unità speciali” infiltrate, gli Usa e altri Stati della Nato impongono uno stato d’eccezione ai due paesi al fine di fiaccarli. Gli USA e l’UE cercano in modo cinico e disumano di paralizzare puntualmente con l’embargo il commercio estero e le transazioni finanziarie di questi paesi. In modo deliberato vogliono precipitare l’economia dell’Iran e della Siria in una grave crisi, aumentare il numero dei disoccupati e peggiorare drasticamente la situazione degli approvvigionamenti della loro popolazione. Al fine di procurarsi un pretesto per l’intervento militare da tempo pianificato cercano di acutizzare i conflitti etnici e sociali interni e di provocare una guerra civile. A questa politica dell’embargo e delle minacce di guerra contro l’Iran e la Siria collaborano in misura notevole l’Unione europea e il governo italiano
Facciamo appello a tutti i cittadini, alle chiese, ai partiti, ai sindacati, al movimento pacifista perché si oppongano energicamente a questa politica di guerra.Chiediamo al governo italiano:- di revocare senza condizioni e immediatamente le misure di embargo contro l’Iran e la Siria- di chiarire che non parteciperà in nessun modo a una guerra contro questi Stati e che non consentirà l’uso di siti italiani per un’aggressione da parte degli Usa e della Nato- di impegnarsi a livello internazionale per porre fine alla politica dei ricatti e delle minacce di guerra contro l’Iran e la Siria.Il popolo iraniano e siriano hanno il diritto a decidere da soli e in modo sovrano l’organizzazione del loro ordinamento politico e sociale. Il mantenimento della pace richiede che venga rispettato rigorosamente il principio della non-ingerenza negli affari interni di altri Stati. Domenico LosurdoGianni VattimoMargherita Hack Franco CardiniGiulietto ChiesaOliviero DilibertoManlio DinucciVladimiro GiacchéFederico MartinoSergio Ricaldone
Costanzo Preve (filosofo), Massimiliano Ay (Segretario del Partito Comunista della Svizzera italiana), Fosco Giannini (segreteria nazionale PdCI), Guido Oldrini (direttore Marxismo Oggi), Antonino Salerno (Segretario generale SIAM Sindacato Musicisti CGIL), Andrea Fioretti (Comunisti Uniti Roma), Stefano G. Azzarà (Università di Urbino), Fabio Frosini (Università di Urbino), Renato Caputo (Comunisti Uniti Roma), Cristina Carpinelli, Maurizio Musolino (giornalista), Andrea Catone (direttore Marx XXI), Fausto Sorini (responsabile esteri PdCI), Luigi Alberto Sanchi (Cnrs, Parigi), Mauro Gemma (direttore Marx XXI on line), Paola Pellegrini (resp. cultura PdCI), Campo Antimperialista, Umberto Spallotta, Roberta Vespignani, Rosalba Calabretta (Ass. Solidarité Nord-Sud ONLUS), Franco Tomassoni, Mario Ferdinandi, Dmitrij Palagi (Coordinatore regionale Giovani Comunisti della Toscana), Daniele Barillari, Giacomo Cucignatto (Firenze), Luciano Albanese (Università di Roma-La Sapienza), Simone Do, Bassam Saleh, Alexander Hobel (storico), Giuseppe Sini (studente, Sassari), Bruno Settis, Emiliano Alessandroni (dottorando Università di Urbino), Gabriele Repaci (studente di Filosofia Università di Milano), Simone Santini (giornalista), Eleonora Angelini, Antonio Capitanio, Sergio Nessi (coordinatore regionale della Lombardia Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba), Maurizio Neri (Editore Rivista Comunismo e Comunità Roma), Redazione di Comunismo e Comunità, Riccardo Di Vito, Diego Angelo Bertozzi (collaboratore Marx21), Paolo Torretta (giornalista freelance, Helsinki, Finlandia), Sarah Latorre (Segreteria Provinciale PdCI Taranto - Coordinamento Nazionale FGCI), Andrea Sonaglioni, Giancarlo Paciello, Giorgio Raccichini (PdCI Federazione prov. di Fermo), Claudio Orlandi, Filomena Crispino, Mattia Nesti (coordinatore provinciale Giovani Comunisti Pistoia), Maurizio Bosco (Roma), Lino Sturiale (PdCI Torino), Alessandro Perrone (Comunisti Uniti Monfalcone GO), Virginio Pilò (dipendente Università di Bologna), Giuseppe Zambon (Zambon Verlag, Frankfurt), Odradek edizioni (Roma), Roberta Anconetti, Giuliano Cappellini, Bob Fabiani (Scrittore-Blogger, Roma), Sebastiano Taccola, Paolo Borgognone (storico), Francesco Maiellaro (avvocato Bari), Chiara Catia Carlucci, Giacomo Cappugi (Firenze), Gianmaria Pavan, Ettore Chiorra, Andrea Salutari (coordinatore Giovani Comunisti Torino), Federico Vladimiro Quondamatteo (FGCI-PDCI federazione di Fermo), Sezione "Abdon Mori" di Empoli del PdCI, Susanna Angeleri, Daniel Palladio, Paolo Trinajstic, Giovanni Baccini (Genova), Massimo Marcori (CPF PDCI Torino), Francesco Dragonetti (Esecutivo Regionale FGCI Emilia-Romagna), Antonino Contiliano, Erman Dovis (operaio), Yuri Dovis (operaio), Claudia Berton (Verona), Rodolfo Santamaria, Rosa Taschin (Ravenna), Yasmina Khamal (insegnante, Bruxelles), Higinio Polo (Profesor y escritor, Barcelona España), Marica Guazzora ...
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Lunedì 16 Gennaio 2012 18:17 |
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La situazione europea si fa sempre più grave: alla crisi, che colpisce principalmente i ceti sociali più deboli, si sommano le politiche di rigore che, oltre a non portare equità, aggravano la crisi stessa.
Vi riportiamo, qui di seguito, la posizione del Pdci in merito alle vicende europee attraverso le dichiarazioni del Segretario del Partito e del Responsabile Esteri.
Le soluzioni dell'Europa sono sbagliate ed aggravano la situazione.
Monti chieda stop al rigore o rischia di andare contro gli interessi dell'Italia
di: Oliviero Diliberto
"Le soluzioni iper-rigoriste che l’Europa propone, e in troppi casi impone, ai paesi membri per uscire dalla crisi sono sbagliate e aggravano la situazione. Prendete la Grecia. Da un paio d’anni è costretta dalla Troika (Bce, Fmi, Commissione Europea) a fare manovre pazzesche con tagli draconiani. Risultato: crollo dell’economia, aumento vertiginoso del debito pubblico, sino al probabile fallimento finale. Anche l’Italia di Monti ha fatto i compiti a casa assegnati dall’Europa. Molti tagli, pochissima equità. Eppure lo spread non cala e l’Italia è sempre sotto attacco". Così Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra, sul blog de 'Il Fatto Quotidiano'.
"La situazione - afferma Diliberto - continua ad essere terribile in Spagna, Portogallo, Irlanda e altri paesi presto si aggiungeranno alla lista. Il problema è europeo, non dei singoli Stati. L’Europa, però, continua a marciare a tappe forzate vero il baratro che si sta scavando da sola. Le misure adottate con il “Six Pack” e quelle che saranno adottate con il nuovo trattato sulla stabilità perseguono ottusamente la logica iper-rigorista che si è rivelata fallimentare e recessiva. L'unico obiettivo di Monti - conclude Diliberto - dovrebbe essere di convincere la Germania che la Bce deve usare la sua potenza di fuoco, perchè le politiche di rigore non sono solo drammaticamente ingiuste per i lavoratori europei, ma sono soprattutto sbagliate e fallimentari. Un presidente del Consiglio che non chieda questo andrebbe contro gli interessi nazionali dell’Italia".
Non è questa l'Europa che vogliamo
di: Fausto Sorini
“Non siamo d'accordo con le tesi del premier Monti e del presidente Napolitano, secondo i quali si esce dalla crisi “rafforzando l'unità politica ed economica di questa Unione europea”.
L'Europa più forte che vogliono è l'Europa degli accordi tra i poteri forti delle oligarchie che hanno impedito il referendum in Grecia e le elezioni anticipate in Italia . E' l'Europa che impone alla Bce di non salvare gli Stati, ma le consente di salvare le banche. E' l'Europa che chiama 'unione fiscale' la sorveglianza sulle politiche di bilancio, impone di mettere il pareggio di bilancio in Costituzione e scarica sacrifici durissimi sulle spalle dei popoli. E' l'Europa che ha distrutto l'economia della Grecia con manovre antipopolari di austerità e continua ad applicare a tutti i paesi in difficoltà la stessa ricetta iniqua.
Nel contesto degli attuali rapporti di forza e di classe in questa parte del mondo, nel contesto ciò di questa Ue, dominata dal grande capitale multinazionale e dalle oligarchie finanziarie, subalterna alla NATO e all'egemonia dei nuclei dominanti dell'imperialismo - ora in concertazione, ora in competizione con l'imperialismo americano, ma nella stessa logica reazionaria – rafforzare l'unità politica ed economica di questa Ue significa rafforzare il nostro avversario di classe e i principali responsabili della politica di guerra (Libia) e di massacro sociale (manovra Monti) che il nostro popolo e il nostro Paese stanno subendo.
Si tratta invece di rafforzare gli elementi statuali di difesa della sovranità della nazione e del Parlamento dall'attacco reazionario: difesa della sovranità di un'Italia non liberista che torni a un ruolo forte dello Stato nell'economia, di orientamento democratico e progressivo della produzione, nello spirito e nella lettera della nostra Costituzione.
Non pensiamo ad alcun ripiegamento autarchico (che sarebbe fuori dalla storia nell'epoca della globalizzazione), ma ad una logica di concertazione e cooperazione economica, politica e valutaria coi BRICS e con tutte le forze che nella regione pan-europea (dentro e fuori la Ue) operano per una cooperazione continentale e mondiale, alternativa a quella imperialista, neo-liberista ed euro-atlantica.
Nell'Unione europea, operiamo – con tutte le forze disponibili e convergenti - per contrastare le ipotesi in atto di revisione dei Trattati che, abbandonando ogni logica di coesione sociale e solidarietà tra aree forti e aree deboli, accentuano disuguaglianze sociali e asimmetrie macroeconomiche, a favore di un direttorio di poteri forti imperniato sulla Germania. Questa logica vanifica ogni partecipazione democratica dei popoli alla costruzione europea, ridimensiona ulteriormente la sovranità nazionale dei paesi più deboli, e pretende di introdurre per legge - con misure punitive per i trasgressori - misure coercitive e antipopolari di riduzione dei deficit statuali, che avrebbero come conseguenza la distruzione di cioè che rimane di ogni parvenza di Stato sociale”.
Fonte: Pdci.it |
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Lunedì 16 Gennaio 2012 18:10 |
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Vivono la frustrazione di non aver visto cambiata la loro vita dopo la fuga di Ben Ali. Il lavoro continua ad essere un miraggio e se si guardano alle spalle vedono il ritorno alla marginalità come un rischio sempre più reale.
di: Maurizio Musolino

Roma, 16 gennaio 2012, Nena News –
Ad un anno dall’inizio delle rivolte che hanno portato alla caduta di Ben Alì in Tunisia la partita è ancora tutta aperta. Trecentosessantacinque giorni possono essere lunghi, ma nello stesso tempo può essere un periodo brevissimo. Tremendamente lungo per chi un anno fa scendeva in piazza per chiedere riforme sociali e lavoro; per quelle donne e quegli uomini delle aree agricole e minerarie del centro del Paese che vedevano come un miraggio la fine del mese. Zone, queste, da sempre depredate e costrette a vivere in una arretratezza cronica a vantaggio delle città della costa ricche di investimenti e infrastrutture. Una “questione meridionale” in chiave tunisina.
Proprio da queste regioni un anno fa iniziava la rivolta: una scintilla imprevista ai più, che covava sotto la brace della povertà e delle umiliazioni. Le prime manifestazioni spontanee nascono per reclamare uno sviluppo diverso, i diritti, la possibilità di poter puntare su di una agricoltura moderna e competitiva, la necessità di avere finanziamenti e su tutto la volontà di creare occupazione. Il lavoro, quel maledetto pensiero che come un tarlo scava giorno dopo giorno nelle teste dei giovani che riempiono le vie dei grossi paesi dell’entroterra. Il lavoro terminato, il lavoro rubato, quello sparito e quello che non c’è mai stato.
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Venerdì 16 Dicembre 2011 10:12 |
Intervento di Fausto Sorini, a nome del PdCI, al 13° Incontro internazionale dei Partiti comunisti e operai (Atene, 9-11 dicembre 2011)
Ringraziamo sinceramente e fraternamente il KKE per il lavoro immenso che esso ha svolto, a partire dal 1998, nel contribuire con altri partiti al processo - ancora in corso - di ricostruzione del movimento comunista e rivoluzionario del 21° secolo; e per il ruolo di avanguardia ed emblematico che esso svolge nelle lotte del popolo greco contro la politica dell'Ue, un tema questo che accomuna tutti i popoli europei, e di cui il popolo greco rappresenta oggi la punta più avanzata.
Nella discussione di questi giorni vediamo tra noi una larghissima convergenza sulle questioni di principio, alcune diversità su taluni aspetti di strategia, diverse di natura tattica. Ciò è del tutto naturale, fisiologico, e corrisponde in primo luogo ad un dato oggettivo, prima ancora che soggettivo: lo sviluppo ineguale del capitalismo nelle diverse regioni del mondo, nei diversi paesi, e quindi lo sviluppo ineguale, anche per questo, dei processi rivoluzionari (non tutto è riconducibile a fattori soggettivi, che pure esistono e contano).
Questa discussione, nel merito, ruota a nostro avviso attorno al tema degli obbiettivi intermedi, delle fasi intermedie, dei processi di transizione nella lotta per il socialismo, su scala nazionale e internazionale. Permettetemi di riassumere così, molto schematicamente il problema: tra il nostro presente e la vittoria del socialismo nel mondo esiste una fase storico-politica, di cui non conosciamo la lunghezza e le caratteristiche, ma che comunque sarà una fase non breve: ciò è da tutti noi riconosciuto. Quali saranno le caratteristiche, in ogni paese e mondialmente di questa fase non breve di transizione? Di ciò, al fondo, stiamo discutendo. Perchè tutti sappiamo che ciò non si risolverà in tempi brevi e con un'unica e risolutiva carica di cavalleria.
Questa discussione aperta è non solo utile, ma necessaria. Non chiediamo che essa venga diplomatizzata. Ad essa cerchiamo di dare il nostro contributo (e per questo consegnamo alla vostra attenzione un contributo scritto, perchè non vogliamo semplificare in pochi minuti questioni così complesse); e lo facciamo consapevoli della modestia delle nostre dimensioni e della crisi che il movimento comunista sta vivendo da anni nel nostro Paese.
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Giovedì 15 Dicembre 2011 15:43 |
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Ricostruire e rilanciare il movimento comunista e rivoluzionario del 21° secolo, costruire l'unità tra forze diverse che si battono per obiettivi comuni: una convergenza tra le altre forze progressive,antimperialiste e di pace nel contesto internazionale.
di: Fausto Sorini* e Maurizio Musolino**
Si è svolto ad Atene dal 9 all'11 dicembre 2011 il 13º Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, che ha visto la partecipazione di 78 partiti di 59 Paesi, sul tema “Il socialismo è il futuro”.
L'incontro è stato introdotto da un intervento ampio di Aleka Papariga, segretaria del Kke, il partito ospitante. Sono quindi intervenuti tutti i partiti presenti, che hanno presentato le proprie analisi e posizioni, sia con contributi scritti , in alcuni casi anche molto ampi e approfonditi, che con interventi sintetici nel dibattito.
L'incontro ha adottato all'unanimità una documento finale che, considerando il grave e rapido approfondimento della crisi sistemica del capitalismo e l'offensiva articolata dell'imperialismo su scala mondiale, indica la necessità dello sviluppo e del rafforzamento di un ampio movimento di lotta capace di resistere agli attacchi ai diritti sociali e del lavoro, ai diritti democratici e alla sovranità di popoli e Paesi, e di prospettare la conquista di avanzamenti democratici e progressivi volti a determinare elementi di rottura, di segno anti-capitalista, anti-liberista e anti-monopolista negli equilibri del sistema, e di riportare nel dibattito e nella coscienza dei popoli il tema della lotta per il superamento del capitalismo e della prospettiva socialista.
Il documento saluta le lotte in corso in ogni parte del mondo e sottolinea l'importanza della solidarietà internazionalista e della cooperazione coordinata dei comunisti. In un odg specifico, approvato all'unanimità, vengono indicati sei assi fondamentali di un impegno immediato, comune o convergente:
-promozione e sostegno attivo alle lotte operaie e popolari in ogni parte del mondo;
-sviluppo di azioni contro l'aggressività imperialista, considerando come appuntamento comune simbolico il 25° vertice della Nato che si terrà il 21-25 maggio 2012 a Chicago;
-solidarietà attiva coi popoli che lottano contro l'imperialismo, vittima di aggressioni, ingerenze e occupazioni;
-iniziative politiche e culturali contro la recrudescenza dell'anti-comunismo: contro leggi repressive e persecuzioni, e contro il revisionismo storico, che rimuove il ruolo dei comunisti e dell'Urss nella lotta contro il nazi-fascismo e nella lotta per il socialismo;
-la denuncia permanente del blocco contro Cuba e il sostegno alle iniziative per la liberazione dei 5 prigionieri politici cubani nelle carceri USA;
-la promozione di un fronte mondiale contro l'imperialismo e il sostegno alle organizzazioni internazionali di segno antimperialista, come ad esempio la Federazione mondiale della gioventù democratica o la Federazione sindacale mondiale, tenendo conto dello specifico contesto di ogni paese, e il sostegno alle iniziative in difesa dell'ambiente e contro il saccheggio delle risorse naturali dei popoli.
L'Incontro internazionale ha indicato il Libano e il Partito comunista libanese come sede e partito ospitante della sua 14° edizione, nel 2012. E ha dato mandato al gruppo di lavoro e di coordinamento, confermato nelle sue attuali funzioni e composizione, il compito della sua preparazione (del gruppo di lavoro ristretto fanno parte: PC cubano, PC do Brasil, PC sudafricano, PC libanese, PC spagnolo/Pce, KKE, PC portoghese, PC ceco, PC della Federazione russa, e i due PC indiani: CPI e CPIm).
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Giovedì 15 Dicembre 2011 11:49 |
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di: Maurizio Musolino
In Grecia la parola crisi assume un significato tremendamente concreto. Lo si avverte girando per le vie di Atene, visitando i luoghi generalmente affollati di turisti intorno all’Acropoli - oggi semideserti -, le vie della Placa, parlando con gli uomini e le donne che non perdono occasione per raccontare gli effetti devastanti delle politiche messe in atto dai vari governi nazionali per conto della Bce e del Fmi. E’ in questo contesto che in questi anni ha lavorato il Partito comunista greco (Kke), un contesto difficile, riuscendo ad orientare e guidare gran parte delle lotte operaie e studentesche. Una egemonia palpabile che i delegati internazionali, presenti ad Atene per il 13° Solidnet, l’incontro mondiale dei partiti comunisti e operai, hanno potuto constatare andando a portare la solidarietà del movimento comunista agli operai della Elliniki Halivourgia, una delle maggiori industrie metallurgiche private elleniche, occupata da 45 giorni. Intorno ai lavoratori metallurgici della Elliniki, circa 300, c’è il popolo greco: una solidarietà concreta fatta di calore umano ma anche di aiuti materiali. Durante il breve incontro fra le maestranze e i delegati dei vari partiti comunisti abbiamo potuto assistere ad un continuo via vai di cittadini che venivano ai cancelli della fabbrica a portare cibo e aiuti vari. I visi di quanti erano impegnati nella lunga occupazione sono segnati dalla fatica e dalla tensione, eppure si sciolgono in applausi e sorrisi al sentire le parole di amicizia e condivisione pronunciate dai compagni sudafricani, venezuelani, russi, palestinesi. E’ quella solidarietà internazionale che per i comunisti è fondamento umano e ideologico. Le lotte dei lavoratori greci sono le stesse di quelli italiani, spagnoli, portoghesi, la loro rabbia non è dissimile da quella di quanti in tutto il mondo sono sfruttati da un capitalismo tanto più aggressivo quanto più consapevole di una crisi strutturale del proprio sistema. Proprio di questi temi ha discusso il 13° incontro del Solidnet, ospitato dal Kke all’interno della loro sede nazionale in una delle tante periferie di Atene. Una sede importante, costruita nei primi anni dopo la fine del regime dei colonnelli, fiore all’occhiello del Pc greco, estremamente funzionale e bella. E’ qui che circa 80 partiti comunisti si sono dati appuntamento, mettendo da parte ruggini e incomprensioni antiche e moderne, per riaffermare l’importanza dell’opzione marxista come chiave per uscire dalla crisi. Al centro del dibattito la crisi economica e soprattutto la consapevolezza che un futuro socialista non solo è un obiettivo reale ma anche concreto. E questo è stato sottolineato in particolar modo da quei partiti, come il vietnamita e il cubano, che fin dall’oggi sono impegnati nella quotidianità a gestire paesi già avviati verso la costruzione socialista. Il valore della parola d’ordine del meeting, “il Socialismo è il futuro”, è sostanziato in ogni momento della tre giorni ellenica, ma trova la sua enfatizzazione nell’iniziativa organizzata sabato sera dai giovani del Kke. Una iniziativa che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani e giovanissimi, che hanno accolto in un teatro affollatissimo gli ospiti internazionali con canti e slogan. Quei ragazzi, tenuti insieme da un forte collante ideologico e dalla capacità di essere gruppo, classe, sono la dimostrazione più forte che il movimento comunista un futuro ce l’ha, a partire proprio da esempi come quello della Grecia. Nel teatro in successione si sono alternati l’intervento del segretario nazionale dei giovani del Kne, un bellissimo video sulle lotte operaie in Grecia e sul ruolo del Kke e del Pame, il sindacato di ispirazione comunista che in questi mesi si è messo alla guida di queste proteste, e infine un recital di musiche e canzoni dedicate alle tradizioni popolari di tanti paesi del mondo. Una vera e propria festa - alla quale è seguita una piacevole serata in una tipica taverna ellenica - che ha dimostrato come i comunisti sanno discutere seriamente ma anche divertirsi e sorridere. Lo stesso approccio che durante i tre giorni hanno tenuto i tanti ragazzi e ragazze che sotto la guida del dipartimento esteri del Kke hanno assistito i delegati. Volti freschi di giovani “normali” pienamente partecipi alle problematiche della loro generazione, ma capaci di scherzare e di divertirsi. Un meeting, quindi, che è riuscito a discutere delle prospettive del movimento comunista partendo dalla forza dello stare insieme, il valore dell’unità, dalla saldezza delle idee, ma in grado di scaldare i cuori.
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Giovedì 15 Dicembre 2011 11:26 |
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All’attenzione del compagno Juan de Dios Villanueva Dip. Esteri - Partito comunista spagnolo
A nome del Partito dei Comunisti Italiani invio al vostro segretario e a tutto il Pc spagnolo i migliori auguri per le celebrazioni dei Novanta anni della vostra nascita.
La storia dei comunisti spagnoli ha rappresentato in questi decenni una parte importante della storia del movimento comunista mondiale contro i fascismi vecchi e nuovi. Oggi come novanta anni fa le ragioni dell'esistenza di una forza comunista autonoma e indipendente, ancorchè unitaria, nei confronti delle altre forze della sinistra, in Spagna come in tutta l'Europa, sono più che mai vive e presenti. Come dimostrano anche i recenti risultati elettorali, che hanno visto una buona affermazione del Pce.
Le forze comuniste hanno oggi una straordinaria opportunità di protagonismo e di rilancio nell'essere parte integrante delle lotte operaie contro chi in nome della crisi economica sta attaccando conquiste sociali e politiche, e nel rappresentare in queste lotte l'esigenza e la necessità del socialismo, come unica soluzione in grado di far uscire l''umanità intera dalle contraddizioni acute del capitalismo e dell'imperialismo.
Noi comunisti siamo impegnati nella costruzione di un movimento di lotta, sul piano nazionale
ed europeo, volto alla costruzione di un'Europa, libera dalla schiavitù della finanza e del capitale, alternativa ad ogni logica neo-imperialista e di guerra, fuori dalla tutela della NATO, in favore della cooperazione tra i popoli. Un'Europa fondata su basi alternative a quelle che abbiamo finora conosciuto nell'esperienza, prima della CEE e poi dell'Unione europea. Per non parlare delle recenti modifiche all'impianto dell'Ue proposte a Bruxelles dall'asse Franco- Tedesco, che consideriamo inaccettabili, anche per la minaccia che esse rappresentano alla sovranità nazionale dei popoli e dei Paesi dell'UE.
Con questo spirito voglio farvi sentire la vicinanza e la solidarietà dei Comunisti italiani e voglio confermarvi l'invito rivolto al vostro Segretario generale per un incontro bilaterale a Roma da tenersi nelle prime settimane del 2012.
Saluti comunisti
Fausto Sorini segreteria nazionale, resp. esteri PdCI
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Martedì 13 Dicembre 2011 14:36 |
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Si è svolto, dal 9 all’11 Dicembre 2011 ad Atene, il 13° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti ed Operai, che aveva come oggetto il seguente tema:
“IL SOCIALISMO E' IL FUTURO!
La situazione internazionale e l'esperienza dei comunisti a vent’anni dalla controrivoluzione in Unione Sovietica. I compiti per lo sviluppo della lotta di classe nel dispiegarsi della crisi del capitalismo e delle guerre imperialiste, delle lotte e delle rivolte popolari in corso per i diritti della classe operaia, per il rafforzamento dell'internazionalismo proletario e dell’alleanza antimperialista, per il rovesciamento del capitalismo e la costruzione del socialismo".
All’incontro hanno preso parte i rappresentanti di 78 partiti provenienti da 59 differenti paesi. Alcuni partiti che non sono riusciti a partecipare, per motivi indipendenti dalla loro volontà, hanno inviato contributi scritti.
Salutiamo da Atene lo sviluppo delle lotte popolari, che sprigionano così un grande potenziale di emancipazione dall’imperialismo, dallo sfruttamento capitalistico e dall'oppressione, in favore dei diritti sociali, del lavoro e della sicurezza sociale dei salariati di tutto il mondo.
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