|
Lunedì 14 Maggio 2012 10:44 |
|
Saluto della comagna Ines Zuyber, deputata del PCP al Parlemento Europeo, alla manifestazione della Federazione della Sinistra del 12 Maggio 2012.

Cari compagni, compagne e amici,
Un grande saluto da parte del gue- ngl e del partito comunista portoghese
E 'con grande emozione che mi rivolgo a voi in questa grande manifestazione della volontà popolare, la volontà del popolo italiano di combattere per il proprio diritto di scegliere il destino del suo paese, rifiutandosi di sottomettersi agli interessi delle grandi potenze, delle grandi imprese e dei gruppi economico finanziari.
Sempre più, l'Unione europea dimostra la sua vera natura - la natura di un’integrazione capitalista che porta solo grandi vantaggi ai gruppi economico finanziari, un’integrazione che soddisfa la loro furia nella conquista di nuovi mercati di espansione, un più facile accesso al lavoro a basso costo e alle risorse , la liberalizzazione in settori quali i servizi pubblici, al fine di farli passare nelle mani di privati. Visto che la crisi del capitalismo è stata causata dalla speculazione finanziaria, quali sono le soluzioni che l’UE offre ai popoli?
Ciò Che un blocco imperialista è in grado di offrire - un aumento dello sfruttamento della manodopera e la creazione di meccanismi per trasferire la ricchezza creata dai lavoratori al capitale monopolistico. Le misure chiamate austerità non sono altro che questo. Il trasferimento diretto di stipendi, pensioni, prestazioni sociali e gli enormi profitti che i servizi pubblici e beni comuni privatizzati sono in grado di fornire, nelle mani del capitale. Il discorso di inevitabilità e l'attuazione di misure che non hanno nulla a che fare con la soluzione della crisi del capitalismo ha un solo scopo - aumentare lo sfruttamento dei lavoratori e la dipendenza dalle grandi potenze come Germania e Francia, ed i loro monopoli economici e finanziari. Il trattato che ora vogliono imporre ai popoli - il cosiddetto Patto di bilancio (Patto fiscale) - è il tentativo di sancire giuridicamente e istituzionalmente le misure terroristiche di austerità che sono per loro stessa natura recessive. Non fatevi illusioni. La crescita necessaria per l'occupazione e per l'economia è possibile solo con la distruzione di tali politiche di austerità e l'abrogazione del Patto, che è stata imposto ai popoli con modalità totalmente anti-democratiche e alle loro spalle. Ma il popolo e i lavoratori non si arrendono e si batteranno fino alla fine per la non approvazione del Patto di bilanci, il fiscal pact. Questa manifestazione dimostra proprio che il popolo, i lavoratori non si conformano ai colpi di stato anti-democratici dell'Unione europea e del suo direttorio. Che non accettano l'imposizione di politiche che li condannano alla povertà. Che non accettano la nomina anti democrática di governi non eletti dal popolo, che sono definiti molti tecnici e molto competenti, solo perchè sono agli ordini e sono totalmente asserviti alle istituzioni europee.
|
|
Lunedì 14 Maggio 2012 10:37 |
|
Il Partito dei Comunisti Italiani sottoscrive la dichiarazione congiunta di 15 partiti comunisti dell'Unione Europea

Quindici partiti comunisti e operai dell'Unione Europea hanno diffuso, il 1 Maggio, una dichiarazione comune in cui si impegnano a manifestare la “massima opposizione al nuovo trattato di stabilità”, il cui testo pubblichiamo nella sua versione integrale:
L'Unione Europea e le classi dominanti degli stati membri sono determinate a far pagare ai lavoratori un prezzo molto alto per l'approfondimento della crisi del sistema attuale.
Noi, Partiti Comunisti e Operai degli stati membri dell'Unione Europea, facciamo appello alla resistenza e all'opposizione dei lavoratori di tutta Europa all'adozione del Trattato sulla Stabilità, sul Coordinamento e sulla Governance dell'Unione Economica e Monetaria del Trattato rivisto che regge il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES).
Questi trattati trasformano gli stati membri dell' “Eurozona” in regimi in permanente austerità economica, che prevedono tagli sempre più profondi alla spesa pubblica, aumenti nelle imposte indirette, riduzioni di salari, liberalizzazione continua dei mercati e privatizzazione delle imprese pubbliche, dei servizi e beni nazionali vitali.
Questa strategia passa attraverso la conservazione di salari bassi, bassi livelli di spesa pubblica, povertà di massa e lavoratori con pochi diritti. Questi trattati sono stati in tal modo concepiti per fare di tali misure una caratteristica permanente dell'UE, impossibile da invertire.
L'impatto di questi trattati non sarà confinato agli stati membri dell' “Eurozona”. Essi costituiranno il termine di comparazione per i futuri attacchi ai diritti e alle condizioni dei lavoratori di tutta Europa. Le classi dominanti dichiarano guerra aperta ai lavoratori in un'offensiva generalizzata.
Questi trattati faranno dell'austerità una caratteristica permanente e assicureranno la continua interferenza esterna da parte delle istituzioni europee negli affari degli stati membri relativamente alle politiche economiche e sociali, nell'interesse del capitalismo monopolista. E conteranno sulla collaborazione attiva delle classi dominanti e dei loro rappresentanti politici in ogni paese. Questi trattati negheranno ancora di più la democrazia e comprometteranno in modo significativo la sovranità nazionale e popolare.
Qualsiasi politica le classi dominanti dell'Unione Europea attuino obbligherà inevitabilmente il popolo a pagare per questa crisi del capitalismo. La promozione degli interessi delle classi lavoratrici si può realizzare nel confronto e nella rottura con questo decadente sistema.
Noi, Partiti Comunisti e Operai, valorizziamo e salutiamo la risposta di massa che i lavoratori e gli altri ceti, colpiti dalle misure e dalle politiche del grande capitale, stanno sviluppando in Grecia, in Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia e invitiamo i lavoratori e i loro sindacati, le organizzazioni di massa del popolo, a resistere a tali rinnovati attacchi, alla mobilitazione e all'affermazione della risposta delle classi lavoratrici alla crisi dello Stato del capitalismo monopolista.
Di fronte alle battaglie in corso, i nostri Partiti presenteranno la prospettiva del Socialismo come risposta definitiva alla crisi del sistema capitalista.
Il testo è stato sottoscritto dai seguenti partiti:
Partito del Lavoro del Belgio Partito Comunista Britannico Partito Comunista della Danimarca Partito Comunista di Spagna Partito Comunista della Finlandia Partito Comunista di Grecia Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi Partito Comunista dei Lavoratori di Ungheria Partito Comunista di Irlanda Partito dei Comunisti Italiani Partito Comunista del Lussemburgo Partito Comunista di Malta Partito Comunista della Polonia Partito Comunista Portoghese Partito Comunista di Svezia
da www.avante.pt | Traduzione dal portoghese a cura di Marx21.it
|
|
Giovedì 10 Maggio 2012 12:42 |
di Maurizio Musolino
Cosa sta succedendo in Siria non è facile da raccontare, neanche dopo esserci stato di persona, come è accaduto a me qualche giorno fa. Come difficile è pronosticare cosa accadrà nelle prossime settimane, ovvero rispondere alla domanda più inflazionata al momento: come andrà a finire? Una cosa però è facile da dire, ancora una volta – come in Iraq prima e in Libia pochi mesi fa – stiamo assistendo, anzi subendo, una vera e propria operazione di disinformazione e di manipolazione mediatica. Ancora una volta i media diventano uno strumento di guerra, al servizio di stati maggiori che attraverso questi giustificano e promuovono fra l’opinione pubblica bombardamenti e occupazioni.
Arrivando a Damasco, via Amman (l’altra alternativa è il Cairo) visto che gli aeroporti europei hanno chiuso i loro scali ai voli diretti in Siria, si viene subito colpiti da una atmosfera ovattata. Il vociare caotico che da sempre caratterizza strade piazze e mercati di Damasco sembra essere scomparso, lasciando il posto ad un clima nervoso e preoccupato.
Ma di carri armati, assetti di guerra e coprifuoco nessuna traccia. Nessuna traccia di esercito a Damasco. Eppure ero partito da Roma con nella testa ore e ore di notizie su bombardamenti e militarizzazione del territorio: la realtà, almeno a Damasco è invece ben diversa: trovo una città certamente preoccupata, ma con tanta voglia di vivere e di reagire. Una città piena di voglia di normalità. Il primo pensiero è quello di essermi sbagliato, sicuramente non si riferivano a Damasco i bollettini di guerra che in Italia parlavano di bombardamenti, esplosioni e azioni militari. Invece non è così, non mi sbagliavo. La conferma, se mai necessaria, ce l'ho una volta ritornato in Italia vedendo Rainews mostrare un servizio su Damasco “sotto le bombe”. Sia ben chiaro quella attuale non è la normalità. La paura regna sovrana, le città sono prive di turismo e alcune regioni sono difficilmente controllate dall’esercito regolare, tanto che per andare a Latakia da Damasco sono costretto a prendere per la prima volta l’aereo anziché percorrere via terra i circa 250 chilometri che dividono queste due città, , mi dicono. Insomma Damasco non è tutta la Siria, anche se notizie rassicuranti arrivano anche da Aleppo, Tartus e Latakia. Città che insieme fanno più della metà della popolazione della Siria.
|
|
Mercoledì 09 Maggio 2012 14:35 |
|
di: Andrea Genovali
“Ai tremila esseri umani che ogni ora perdono la vita, abbattuti da un’arma formidabile chiamata fame” (Sankara)
Venticinque anni fa veniva assassinata l’ultima rivoluzione del Novecento e con essa anche il suo leader e padre per mano del suo braccio destro, e ancora corrotto padrone del Burkina Faso, Blaise Camporè. La rivoluzione era quella compiuta da un giovane militare dell’Alto Volta, il cui nome era Thomas Sankara. Sankara era un militare perché quello era l’unico modo per un giovane non abbiente di poter studiare e progredire e Sankara colse al volo questa unica opportunità. E durante i suoi anni di governo i militari lavorano le terre, scavarono pozzi e non avevano più nessuno dei privilegi di cui avevano goduti in passato. La rivoluzione a cui dette vita cambiò il nome del suo paese e lo trasformò nel “paese degli uomini integri” vale a dire Burkina Faso. Ma non fu quello il particolare più importante di quella rivolta scoppiata nel 1983 in terra d’Africa. Una rivoluzione che parlava ai popoli del sud della terra, ai diseredati ma anche a noi popoli del nord e dell’occidente del pianeta. E il suo messaggio era dirompente perché accompagnato dal suo esempio e da quello del gruppo dirigente che propugnò la rivolta. In soli quattro anni Sankara rimise sui piedi il paese fino allora affamato e sfruttato. Il suo primo obiettivo era: due pasti e dieci litri di acqua al giorno per tutti. E vi riuscì. Nessuno prima di lui e dopo di lui ci riuscirà. Egli propose al paese un processo economico e sociale partecipativo, indipendente, egualitario che condusse i contadini, le donne, i poveri del paese a cambiare profondamente il proprio modo di pensare e di agire. La parola d’ordine che Sankara si inventò, e attuò, fu: “Osare inventare l’avvenire” un messaggio rivoluzionario dirompente. Pensiamo cosa potrebbe produrre ancor oggi quel messaggio se, ad esempio, noi italiani avessimo il coraggio di osare inventarci un futuro altro rispetto a quello che i vergognosi venti anni di Berlusconi e oggi dell’insopportabile semi autoritarismo del governo Monti ci hanno imposto. Sankara denunciava con vigore che il pericolo più grande dell’imperialismo non era quello del ricorso alle armi, alla sola violenza fisica, per lui uno dei pericoli maggiori era la capacità perversa dei media di inculcare nelle menti dei popoli i disvalori dell’egoismo capitalista. Anche questo un processo molto familiare in Italia!
|
|
Lunedì 07 Maggio 2012 12:56 |
|
In questo fine settimana si sono tenute importanti consultazioni in diversi paesi europei (Francia, Grecia, Serbia, in un lander tedesco e...in Italia). Nei prossimi giorni OltreConfine ospiterà commenti e materiali sul voto nei vari paesi ma intanto, vogliamo suggerirvi una chiave di lettura del voto, con due dichiarazioni che vi invitiamo a leggere e diffondere ai vostri contatti.
BOCCIATO MASSACRO SOCIALE, ADESSO UNITA' DELLE FORZE PROGRESSISTE IN ITALIA
di: Oliviero Diliberto, Segretario Nazionale PdCI
"Quando le misure di massacro sociale, mascherate da austerità, si presentano alle elezioni vengono sonoramente bocciate, questa è la realtà." Lo afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci, commentando le elezioni in Francia e Grecia, che prosegue: "Le scelte della Bce, imposte dall'Unione europea, che tagliano salari, pensioni e servizi, non solo
sono inique, ma depressive e i popoli d'Europa se ne stanno rendendo conto in modo inequivocabile. La sinistra, ottiene buoni risultati, come si vede dalla straordinaria avanzata delle sinistra in Grecia e dalla vittoria di Hollande in Francia, quando propone una via d'uscita basata sulla redistribuzione del reddito e sul sostegno dei consumi. Sta soffiando un vento nuovo che dobbiamo cogliere: è tempo di costruire l'unità delle forze democratiche, progressiste e di sinistra nel nostro Paese."
ELEZIONI IN FRANCIA E GRECIA: PRIMA DI TUTTO, EVITARE LE SEMPLIFICAZIONI
di: Fausto Sorini, Responsabile Esteri PdCI
I risultati delle elezioni presidenziali in Francia e delle politiche in Grecia delineano un quadro di grande complessità che non ammette generalizzazioni e semplificazioni di alcun genere, né interpretazioni meramente elettoralistiche.
Non stiamo vivendo, nei paesi dell'Ue, una fase di normale e fisiologica dialettica politica ed elettorale in un quadro di sostanziale stabilità e sviluppo del sistema: al contrario, tale dialettica si svolge in un contesto mondiale ed europeo di crisi profonda e strutturale del sistema capitalistico e imperialistico che abbiamo definito di portata storica, che investe le basi stesse del sistema, e che ripropone – in termini storico-politici inediti – l'esigenza di trasformazioni strutturali profonde, che alludono ad una alternativa di società, non ad una semplice alternanza dentro consolidate compatibilità di sistema. E richiedono una politica estera di pace e di cooperazione internazionale, che bandisca la guerra e l'interventismo militare. Non c'è alcun dubbio che l'avanzata complessiva delle forze comuniste, socialiste, socialdemocratiche, di sinistra radicale, nelle elezioni francesi e greche, pur nella loro grande diversità, esprima complessivamente aspirazioni popolari ad una cambiamento progressivo nel segno della giustizia sociale. Ma essa produce esiti politici e istituzionali di segno assai diverso.
|
|
Lunedì 16 Aprile 2012 13:17 |
|

|
|
Lunedì 16 Aprile 2012 13:08 |
|
Ricordare Chris Hani a diciannove anni dal suo assassinio. Cosa resta delle sue idee nell’attuale Sudafrica?
di Andrea Genovali
Nell’aprile di diciannove anni fa veniva assassinato Chris Hani, segretario del Partito Comunista del Sudafrica (Sacp). Il Sacp lo ha ricordato con una serie di manifestazioni e un lungo scritto nel quale si ripercorre la sua storia di militante e di dirigente comunista al servizio della libertà contro l’abominio dell’apartheid e del capitalismo.
Hani nasceva nel 1942 in uno sperduto villaggio chiamato kuSabalele, quinto di sei figli. La sua lotta rivoluzionaria inizia da giovanissimo, a 15 anni, quando, aderendo alla Lega giovanile del Sacp, prende parte alle lotte contro il Bantù Educational Act, che comprendeva molte delle leggi razziste che hanno caratterizzato il regime segregazionista di Pretoria. In particolare, quella legge stabiliva la separazione razziale nel corso di studi. Nel 1950 il governo razzista promulgava anche la legge 44 chiamata: “Soppressione del comunismo” con la quale veniva reso illegale il Sacp e passibili di incarcerazione i suoi aderenti. La motivazione? Banalmente drammatica: perché comunisti! Le ultime disposizioni di questa nefasta legge vennero cancellate definitivamente solo nel 1993, proprio l’anno dell’assassinio di Hani. Ma proprio a causa di questa legge Hani venne dapprima imprigionato e poi riuscendo a fuggire se ne andò in esilio in Lesotho. Rimase ufficialmente lontano dal Sudafrica fino a metà degli anni Settanta, quando decise di rientrare e nel 1991 divenne segretario del Sacp subentrando a Joe Slobo. Hani fu il capo del braccio militare dell’ANC (MK), e in questo ruolo acquistò grande notorietà e grande stima dentro l’ANC e fra il popolo nero in lotta, soprattutto dopo l’arresto di Mandela e di altri combattenti del MK. All’epoca queste persone, che oggi sono additate come eroi del loro popolo e combattenti per la libertà, con Mandela premio Nobel per la pace, erano accusati di terrorismo anche da vari paesi europei che, volutamente, scambiavano come terrorismo la lotta di un popolo che cercava di costruire il proprio futuro in modo libero e democratico. La stessa malafede che anima i nostrani paladini della libertà nei confronti di paesi, prima indipendenti e non allineati all’imperialismo e per questo dichiarate dittature crudeli a prescindere, e che, dopo sanguinose guerre, false rivoluzioni e golpe militari, sono diventati liberi e democratici. E questo perché semplicemente adesso sono stati fantoccio sostenuti e eterodiretti dagli Usa. Ma come si sa la storia non la si può imbrigliare con volgari bugie e alla fine essa emerge sempre con la sua realtà e la sua verità. Proprio come è accaduto in Sudafrica.
|
|
Lunedì 16 Aprile 2012 12:59 |
|
Le lunghe mani di Israele su Fiumicino. Siamo di fronte ad un atto illegale!
Dichiarazione di Maurizio Musolino, resp. Medioriente e Mediterraneo Pdci
Quanto sta accadendo in queste ore nei principali aeroporti europei è vergognoso, decine di attivisti internazionali della campagna "Benvenuti in Palestina" sono stati bloccati da compagnie aeree che, come l'Alitalia, si sostituiscono senza pudore allo stato di Israele, divenendo così esecutori di ordinanze fuori da qualsiasi legalità internazionale. L'idea che un pezzo di intelligence israeliana possa dettare legge nei nostri aeroporti ci riempie di rabbia e tristezza. Siamo di fronte alla svendita di un pezzo di nostra sovranità nazionale
E' inaccettabile che di fronte a questo sopprruso - di cui sono vittime cittadini italiani - il governo Monti non si senta in dovere di denunciare il comportamento di Israele. E' l'ennesimo atto di una politica estera succube e inetta che in questi anni ha contribuito a far perdere credibilità e rispetto all'Italia.
Il Pdci esprime piena solidarietà ai pacifisti della campagna "Benvenuti in Palestina", condanna l'occupazione israeliana delle terre arabe e conferma l'impegno per la libertà e l'autodeterminazione del popolo palestinese. I Comunisti italiani auspicano un radicale cambiamento della politica estera del nostro Paese.
|
|
Mercoledì 11 Aprile 2012 12:09 |
|
di: Flavio Pettinari *
I prossimi giorni saranno estremamente significativi per la Corea Popolare: si celebrerà infatti il 100° anniversario della nascita del Presidente Kim Il Sung, giovane generale della guerriglia antigiapponese, poi fondatore del Partito del Lavoro di Corea e padre della Repubblica Popolare Democratica, della quale fu guida fino alla morte (1994). Negli stessi giorni si terrà la Conferenza del Partito del Lavoro di Corea, convocata lo scorso 18 febbraio dall’Ufficio Politico del Partito, a meno di 2 anni dalla precedente assise (settembre 2010) che vide l’ingresso del compagno Kim Jong Un nel Comitato Centrale e la sua nomina a vicepresidente della Commissione Militare Centrale del Partito. La Conferenza si terrà dopo quattro mesi dalla scomparsa del compagno Kim Jong Il, e sarà l’occasione per ufficializzare la nuova direzione rivoluzionaria del Partito. Tra il 12 e il 16 aprile è anche previsto il lancio del terzo Kwangmyongsong, un satellite di osservazione terrestre, realizzato con tecnologie proprie e ritenuto strategico per lo sviluppo economico del paese.
Proprio l’annuncio della messa in orbita del Kwangmyongsong-3 ha fornito il pretesto agli Stati Uniti per bloccare sul nascere il clima di distensione creatosi a fine febbraio, quando durante gli incontri bilaterali i coreani si impegnarono a sospendere i test nucleari, l’arricchimento dell’uranio e il lancio di missili a lunga gittata a fronte di forniture alimentari: come accadde per il lancio del Kwangmyongsong-2 (2009), il cui vettore fu considerato un missile a lunga gittata e vennero varate sanzioni contro la RPDC, la stessa scusa viene oggi riutilizzata da Washington per rimettere in discussione gli accordi con Pyongyang.
|
|
Giovedì 05 Aprile 2012 13:32 |
|
In occasione del 20mo Congresso del Partito Comunista dell'India (Marxista), suggeriamo a tutti i compagni interessati di visitare la pagina web del congresso al seguente indirizzo: http://kozhikodepartycongress.org/
VI suggeriamo inoltre di leggere i materiali congressuali:
1) Bozza di Tesi Politiche per il Congresso (in Inglese)
2) Bozza si Tesi su alcune questioni ideologiche (in Inglese)
Quello che segue è il testo della lettera che il Partito dei Comunisti Italiani ha inviato ai compagni del CPI(M), a nome del Segretario e del Responsabile Esteri, per fare gli auguri di buon lavoro ai compagni indiani per i lavori congressuali.
Questo il testo della lettera (in inglese)

Rome, 4th April 2012 To the Central Committee of the Communist Party of India Marxist – CPI(M) Dear comrades, we send you the warm greeting of the Italian Communists for your important 20th Congress and we reaffirm our principles of solidarity and brotherhood with your party. After the collapse of Soviet Union, the role played by your party in reorganizing the International Communist movement, together with other communist organizations, is crucial. Your Congress falls in a very delicate political time. The deepening of the international economic crisis, the conflicts caused by the aggression of the imperialists countries and regional instabilities (a long arch of crisis which goes from Af-Pak to Middle East, passing through threats of war on Syria and Iran) characterize the international framework.
|
|
|